Maurizio
Parri

  • Passo Elettrico
  • Chitarra Classica
  • Chitarra Acustica
  • Chitarra Elettrica
  • Chitarra Fingerstyle
  • Chitarra Jazz

Curriculum Vitae

Nato a Roma nel 1965, ha iniziato a suonare la chitarra da autodidatta, per poi seguire corsi di chitarra classica e jazz, diplomandosi da privatista al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma.
Esercita dal 1987 l’attività di insegnante, dimostrando particolare disposizione nell’insegnamento dello strumento ai più giovani.
È autore del metodo “A quattr’occhi con sei corde” (Lapis/Ciac), destinato ai bambini ed è coautore, insieme a Giovanni Unterberger, del metodo S.P.M. Chitarra acustica/classica, 1 (Lizard/Ricordi).
Pratica l’attività concertistica sia da solista che in collaborazione con varie formazioni, nell’ambito di diversi stili musicali.
Collabora dal 1997 col mensile per chitarristi Axe, di cui è attualmente caporedattore, con decine di articoli, recensioni e trascrizioni sui più svariati aspetti della chitarra.
Collabora con le accademie Lizard al secondo volume del metodo di chitarra acustica, edito da Lizard-Ricordi.
Partecipa come docente alla prima edizione del corso intensivo di specializzazione High Guitar School, organizzato da Axe, al fianco di eminenti chitarristi della scena nazionale.
Negli ultimi anni si dedica pressoché esclusivamente alla chitarra fingerstyle acustica ed elettrica, con particolare attenzione agli stili moderni.
Dal 2004 è docente di Chitarra e Basso presso la Scuola MeA.

MA ANCHE…
Chitarrista fingerstyle, gastronomo passivo, enologo casual, la sua relazione col gatto di casa costituisce una delle ultime enclave di schiavitù in Occidente.
Si guadagna la pagnotta come musicista, ma le sue vere passioni, accomunate da un basso tasso di traspirazione, sono altre:
lettura a tutto campo (dai classici al contatore del gas, compresi i decimali),
videogiochi (allo scopo di dimostrare che non istigano violenza fra i giovani, ma anche fra i vecchi),
astronomia (conosce il nome di quasi tutte e tre le stelle visibili nel cielo di Roma),
cinema (con la pretesa di mettere sullo stesso piano Max Von Sydow e Jackie Chan).
Fra i suoi meriti, l’aver usato per la prima volta sulla rivista Axe (di cui è caporedattore) il termine “ctonio”, l’ideazione del nuovo metodo didattico “Candy” basato sulla centrifuga delle nozioni, la rivalutazione estetica del cane carlino.
Fra le sue ossessioni, l’odio per i doppiatori e per i cetrioli, anche se verso questi ultimi si dimostra tollerante.